
(1995, Stati uniti) Il governo USA, in veste della NSA spinse alla diffusione di un chip per la crittografia chiamato Clipper-chip in tutti i computer costruiti negli Stati Uniti. Non solo in PC, ma anche tutti i computer contenuti nelle automobili, televisori, frullatori e qualsiasi altro dispositivo.
Tale iniziativa fu accolta positivamente dalle aziende statunitensi che prevedevano giustamente un massiccio uso futuro della crittografia per le transazioni elettroniche.
Tuttavia ci si rese conto di un grave "difetto" del Clipper-Chip: infatti la NSA aveva mantenuto una porta secondaria (backdoor)nel chip ed era quindi in grado di leggere ogni documento crittografato senza neppure infrangere le chiavi (ad esempio per consentire a Cia, Fbi e National Security Agency di ascoltare a piacimento le conversazioni telefoniche in caso di necessità).
Il primo ad individuare tale backdoor prevista dal progetto fu M.Blaze, un matematico dei Laboratori Bell At&t.
Questa inquietante notizia scatenò una ondata di reazioni e proteste da parte di tutte le più grosse imprese leader americane minacciando di non acquistare più computer americani contenenti il chip di controllo.
Alla fine il governo smise di supportare il progetto e la maggior parte delle aziende iniziò ad utilizzare esclusivamente sistemi di crittografia software.
A dieci anni di distanza ci domandiamo: se tale backdoor non fosse stata realizzata cosi' goffamente quali sarebbero potute essere le conseguenze a livello mondiale di una crittografia manipolata?
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